Perché parliamo di lui? Spesso quando si discute di alternanza scuola-lavoro ci chiediamo quale sia realmente il punto di vista di chi la vive in prima persona. Abbiamo quindi chiesto a Diego Morao di condividere la sua esperienza personale, di raccontarci i pro e i contro, gli aspetti positivi e quelli eventualmente critici ma soprattutto cosa ricorderà di questa esperienza e in che modo ha contribuito a farlo crescere.

L’alternanza scuola-lavoro è un onere o un’opportunità?

Devo essere sincero: entrambe le cose. È un impegno, si tratta di ore che si aggiungono alla giornata di uno studente alle prese con interrogazioni e verifiche e questa cosa può inizialmente spaventare. In realtà poi è solo questione di organizzazione: basta capire quali sono gli aspetti da non trascurare e si riesce così a dare a ogni cosa il giusto spazio. In questo senso, l’alternanza già insegna a far convivere vari aspetti della vita, oltre lo studio. Ad esempio io sono molto sportivo e ho dovuto imparare a gestire il tempo tra scuola, studio, lavoro, sport e amici. Non è stato semplicissimo ma di sicuro molto utile.

Credo che alcuni ragazzi possano vivere male questa esperienza, forse perché la pensano più come un obbligo e non si accorgono invece che, guardandola da un altro punto di vista, può essere una grande opportunità. In quest’ottica è fondamentale anche che l’azienda segua bene lo studente, lo accolga nel modo più giusto e lo faccia sentire parte della squadra.