Una storia di energia e sostenibilità

La Centrale Bertini, la prima idroelettrica del Gruppo Edison - e di Italia - ha compiuto 120 anni. E oltre a rappresentare un patrimonio culturale di inestimabile valore, testimonia l’impegno dell’azienda per un passato e un futuro sostenibile.

Niccolò Biddau - Fotografo

Sono passati 120 anni da quando, il 28 settembre 1898, entrò in funzione a Paderno d'Adda la Centrale idroelettrica che venne poi intitolata alla memoria del direttore generale Angelo Bertini.
Fu una vera rivoluzione: a quell’epoca quasi tutti gli impianti di produzione di energia elettrica del mondo erano alimentati a carbone, una risorsa che scarseggiava in Italia. Come fare allora? L'idea venne all’ingegnere Giuseppe Colombo: utilizzare l’acqua.


Per Edison la Centrale Bertini è stata il punto di partenza di un lungo percorso nel mondo dell'energia. Un'intuizione, quella di usare una risorsa preziosa come l'acqua – il ‘carbone bianco’, come la chiamavano, ovvero una fonte di energia sempre disponibile e a basso costo – che testimonia come le energie rinnovabili siano sempre state presenti nella storia dell'azienda, fin dal principio, quando la sfida era quella dell'elettrificazione del Paese. La centrale sul fiume Adda all'epoca era la più grande infrastruttura europea del suo genere. Nella sua realizzazione ebbero un ruolo chiave anche altre imprese dell'industria italiana. La costruzione delle turbine fu affidata alla milanese Riva&Monneret, gli isolatori - progettati appositamente per l’impianto sull’Adda e per questo motivo chiamati “tipo Paderno” - furono prodotti dalla Richard Ginori, mentre i cavi per la trasmissione furono forniti dalla Pirelli.

“La Bertini era a quei tempi la centrale più potente d’Europa e la seconda al mondo, dopo quella costruita sulle cascate del Niagara da Thomas Alva Edison. La linea che collegava la centrale alla città di Milano con i suoi 32 km circa era la più la più lunga al mondo con quel trasporto di potenza, 10.000 kW, quasi un azzardo per la tecnologia dell’epoca”, spiega Marco Stangalino, Direttore della Divisione Idroelettrica e Fonti Rinnovabili di Edison.

Da sola la centrale alimentava con la sua energia rinnovabile l’intero servizio tranviario della città di Milano, ormai completamente elettrificato grazie a Edison che sostituì le carrozze trainate da cavalli con 240 vetture a trazione elettrica.

“La centrale Bertini è tutt’ora perfettamente funzionante e continua a produrre energia elettrica - oltre che cultura dell’energia per i numerosi interessati che spesso visitano l’impianto e l’annesso museo - assieme alle altre centrali storiche di Edison sul fiume Adda: Semenza ed Esterle”, prosegue Stangalino.

L’idroelettrico ha segnato tutta questa storia italiana. È stato il passato, tuttora è il presente ma è anche quello su cui Edison punta in futuro. Stiamo parlando della più matura delle fonti rinnovabili in termini di quantità di energia elettrica prodotta e continua a essere una risorsa di primo piano. Visti i consistenti costi di realizzazione, merita il sostegno del regime di incentivi per accompagnare la transizione verso un sistema energetico sempre più sostenibile”, puntualizza.

La sfida alle rinnovabili è quindi la sfida del futuro. A tal proposito, in linea con il principio numero 7 dei Sustainable Development Goals lanciati dalle Nazioni Unite, l'impegno dell’azienda è quello di portare al 40% la propria quota di generazione elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030 dall’attuale 27%. “Nel settore idroelettrico, primo asse di sviluppo delle rinnovabili dell’azienda, Edison ha fatto molta strada seguendo una doppia strategia di crescita: lo sviluppo di grandi concessioni idroelettriche e l’ampliamento del raggio d’azione attraverso la realizzazione o l’acquisto di nuovi impianti cosiddetti “mini idro”, quelli cioè con una potenza di concessione inferiore a 3MW”, racconta Stangalino.  I siti produttivi di Edison sono concentrati nel Nord Italia, per una potenza di circa 1.100 MW cui corrisponde una produzione media annua di circa 2,5 Twh.

Sul medio-lungo termine, l’obiettivo del Gruppo è quello di rafforzare la propria presenza sul mercato nazionale idroelettrico e di diventare uno dei protagonisti del settore mini idro.

Energia e sostenibilità - Foto di Niccolò Biddau

Non solo idroelettrico però. Il secondo asse di sviluppo delle rinnovabili è quello dell'energia eolica, dove Edison intende rinsaldare la propria posizione sul medio-lungo termine. Come? Attraverso la costruzione di nuovi impianti e il repowering del parco esistente, ma soprattutto partecipando attivamente al consolidamento del mercato eolico tuttora in atto.

“Negli ultimi due anni – conclude Stangalino – è stato dato avvio a 8 nuovi cantieri per campi eolici a seguito dell’aggiudicazione nell’ultima asta del Gestore dei Servizi Energetici di 165 MW di produzione: si tratta di impianti nuovi e di integrali ricostruzioni, la maggior parte dei quali sarà ultimata entro la fine di quest’anno”.